Meet the world: la verità dietro ad ogni bandiera

 

Quale modo migliore per denunciare le politiche corrotte di un paese, le sue pratiche disumane o i suoi problemi irrisolti se non legare queste questioni al simbolo massimo della sua identità nazionale? E se la bandiera di una nazione rappresentasse assieme al paese stesso anche tutti i suoi guai?
Qualche anno fa un gruppo di giovani creativi della rivista portoghese Grande Reportagem ha deciso di sfruttare questa idea e di inserirla all’interno di una mail di denuncia, intitolando la campagna Meet the World (ti presento il mondo).
Ognuna delle bandiere qui in basso rappresenta in maniera immediata e distintiva non solo un’identità nazionale, ma anche una grave situazione di malessere, rivelandoci che il 95% delle donne somale vengono ancora sottoposte ad infibulazione e che solo una piccola minoranza in Cina ha accesso agli studi superiori.
I dati utilizzati sono quelli ben noti forniti dalle Nazioni Unite e da Amnesty International; ma anche cifre che conosciamo da tempo, esposte in questa forma, ci lasciano comunque a bocca aperta. [via BitterWinteR, grazie Francesco]


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