La sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie

 

Tutti noi sappiamo che quando su un biscotto ci sono le parole “Mangiami”, o quando su una boccetta che contiene un misterioso liquido c’è scritto “Bevimi”, probabilmente non è una buona idea concedersi un peccato di gola. La povera Alice, protagonista delle storie di Lewis Carroll, ha già vissuto questa esperienza per noi, affrontando tutti i conseguenti disagi scaturiti dalla situazione, tra i quali rimanere incastrata all’interno di un’abitazione o l’annegare nel proprio mare di lacrime.
Non temete, è decisamente difficile che vi possa capitare qualcosa di simile in questo universo (ma se vedete un coniglio indossare guanti e panciotto iniziate a preoccuparvi). Esistono però al mondo pochi sfortunati che vivono un’esperienza del genere quasi quotidianamenteo, percependo il proprio corpo ingrandirsi o rimpicciolirsi a dismisura all’improvviso.
Chi soffre della cosiddetta Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie, infatti, ha un problema di carattere neurologico che colpisce la percezione visiva della realtà e mostra gli oggetti molto più grandi o molto più piccoli di quello che sono.
La sindrome porta a vedere tutto il resto del mondo, o una parte di esso, molto più piccolo o molto più grande del dovuto, proprio come accadeva alla povera Alice nel libro di Carroll.
Le cause di questa sindrome possono essere molteplici, e non sempre sono facilmente individuabili (ma non includono l’aver mangiato dei biscotti misteriosi). Non colpendo gli occhi ma il sistema nervoso, la malattia influenza l’udito ed il tatto, dando l’impressione a chi ne soffre di essere davvero in tutto e per tutto troppo grande o troppo piccolo rispetto alla realtà che lo circonda.
Alcuni studenti hanno in passato speculato sulla possibilità che lo stesso Lewis Carroll fosse affetto dalla sindrome, non solo per il ripetersi piuttosto frequente nei suoi libri di situazioni in cui Alice cresceva o si rimpiccioliva, ma anche perchè l’autore soffriva di emicrania, sintomo correlato alla malattia. [via BoingBoing]

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4 pensieri su “La sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie”

  1. Non penso sia una malattia così grave,e poi è un caso raro…ma particolare…e sul disturbo del francese che salta non sapete dire nulla?

     
  2. Beh, mi sarebbe utile vedere il prepuzio del mio ragazzo con codesta malattia. Finalmente potrebbe vantarsi di possederlo “normale” e acciderbolina non grande quanto una sigaretta.

     

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