Jump Up: nasce in Corea il primo programma scolastico per curare la dipendenza da internet

 

A molti sarà capitato di sentirsi, anche solo per un breve periodo, particolarmente attaccati al proprio computer, tanto da trascorrere un elevato numero di ore online giocando o chattando, e finendo col trascurare le proprie relazioni interpersonali, la scuola, il lavoro o i propri passatempi “offline”. Per la maggior parte di noi la cosa non si rivela un vero problema: queste fasi di solito seguono la scoperta di un nuovo videogioco o l’ingresso in una community particolarmente attiva ed interessante, e scemato il trasporto iniziale finiscono con lo stabilizzarsi.
Non per tutti è così, e i casi di dipendenza da computer stanno scatenando di recente molte polemiche, tanto da essere stati associati ad un vero e proprio problema di salute mentale, definito dagli esperti come “utilizzo compulsivo di internet”. Mentre in Italia le statistiche suggeriscono che questo tipo di dipendenza non è ancora un problema serio, in altri paesi del mondo la questione sta diventando sempre più seria.

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E’ il caso della Corea del Sud, lo stato più collegato del pianeta: il questo paese il 90% delle case possiede una connessione veloce ed il gioco online è considerato un vero e proprio sport, per il quale vengono organizzate competizioni nazionali spesso trasmesse addirittura in televisione. Le nuove generazioni sono cresciute proprio durante questo boom di internet e la loro vita ruota quasi totalmente attorno al gioco online, alle chat ed agli universi virtuali, tanto da fare del computer un’ossessione. Gli scenziati hanno addirittura sviluppato una scala di valori per determinare la gravità della dipendenza dei loro pazienti, conosciuta come la scala-K, dove la K sta proprio per Korea.
Per risolvere il diffondersi di questo problema tra i giovanissimi, il governo ha costruito dei consultori ed ha inserito dei programmi di “disintossicazione” e dei trattamenti speciali in quasi cento ospedali sparsi per il paese, ma gli sforzi fatti fino ad ora non hanno dato gli esiti sperati. Ecco perchè la Corea del Sud ha di recente istituito lo Jump Up, il primo centro di riabilitazione scolastico per le dipendenze da Internet.
Il campo funziona in maniera molto simile ai centri simili istituiti per altri tipi di dipendenze, come l’alcol o la droga. Costruito in un area boschiva a sud Seoul, Jump Up prevede sessioni della durata di 12 giorni, ed è per ora unicamente maschile (le ragazze affette da questa dipendenza sono per ora una piccola minoranza). Ovviamente nel campo non possono essere utilizzati i computer ed è concessa solo un’ora al giorno per utilizzare i cellulari; intanto per tenere i ragazzi occupati sono state organizzate decine di attività differenti, tra le quali l’esercizio fisico, l’equitazione, la lavorazione della ceramica e numerose sessioni di terapia di gruppo.
Mentre da un lato esistono associazioni come l’OLPC (one laptop per child – un portatile per ogni bambino), che si battono per il diritto di ogni giovane a possedere un computer ed a godere dei potenti strumenti di informazione che internet offre, dall’altro c’è chi finisce ucciso dalla propria dipendenza psicologica.
Buona parte dei giocatori online (tra i quali c’è la sottoscritta) riesce a dividersi senza problemi tra la propria passione per il computer ed una vita normale, ma non per tutti è semplice arrivare ad un utilizzo consapevole e maturo di questo strumento. La situazione fa pensare che presto occorrerà trovare una soluzione per insegnare ai più giovani ad avere un approccio positivo alla rete, evitando che trasformino internet da fonte di conoscenza ed informazione in uno strumento per fuggire dalla realtà.

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