Giappone: i sacchi della spazzatura diventano una forma d’arte

 

In Giappone è abitudine lasciare la spazzatura in appositi angoli dedicati alla raccolta dei rifiuti, in giorni prestabiliti della settimana. Severe leggi regolamentano lo smaltimento dei rifiuti, il riciclaggio e persino il colore dei sacchi da utilizzare (che devono essere chiari, così da lasciar filtrare la luce ed impedire il proliferare di insetti e germi). Se questa tattica regala ai giapponesi città prive di cassonetti, li obbliga però a subire la vista di cumuli di spazzatura ordinatamente ammucchiati negli appositi spazi.
E’ proprio considerando questo problema estetico che l’agenzia MAQ ha pensato ai Garbage Bag Art Work, sacchetti della spazzatura decorati con gradevoli pattern in grado di rendere anche la peggiore discarica un posto solare e divertente.

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La MAQ sostiene di “voler trasformare un gesto negativo come quello di portare fuori la spazzatura in un’azione creativa”, creando una forma di arte istantanea che cambierà i paesaggi metropolitani più familiari. I tre tipi di motivi disponibili, dei pesciolini azzurri, degli alberi verdi e dei fiori rosa, sono stati pensati per corrispondere ai tre differenti tipi di spazzatura raccolti in giappone: combustibile, riciclabile e non combustibile.
Se in occidente c’è chi ha disegnato sacchetti alla moda per casalinghe chic, i Garbage Bag Art Work sono stati invece pensati per una funzione estetica che coinvolge l’intero vicinato, oltre a ricordare a tutti quali rifiuti vengono raccolti in un particolare giorno della settimana.

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I sacchetti sono in vendita online in confezioni da dieci al prezzo di 380 yen (2,40 €) e sono reperibili in negozi selezionati di Tokyo.
Ma MAQ non si accontenta di portare colore negli angoli più tetri di una cittadina, ed ha da poco stipulato un accordo con l’artista Lily Franky per creare una serie di sacchetti dedicati al marchio SHiBA, sui quali campeggerà il didietro di un cagnolino.

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