Giappone: gli otaku obbligano un servizio di taxi per disabili a chiudere i battenti

 

Gli otaku, i giapponesi appassionati di anime e manga, a volte sono noti per un eccessivo trasporto nei confronti delle belle ragazze in costume. Uno dei sogni comuni a moltissimi tra gli appartenenti a questa particolare sottocultura riguarda per l’appunto la possibilità di interagire con donne vestite con abiti improbabili, ragazzine che indossano finte orecchie da gatto, signore in divisa e cameriere.Può capitare che questa passione si spinga troppo in là, e porti alcuni otaku a comportarsi in modo decisamente sconveniente e preoccupante: è il caso delle recenti vicende che hanno portato il servizio di taxi KEC Hire Hokuriku, pensato per le persone disabili, a chiudere.

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L’iniziativa era nata solo tre mesi fa a Kanzawa, nella prefettura di Ishikawa, e prevedeva l’utilizzo di personale femminile in uniforme. E’ stata proprio l’uniforme in questione, una divisa da cameriera, ad attirare le moleste attenzioni degli otaku: a quanto pare un gran numero di fan del grembiulino bianco hanno simulato handicap e problemi fisici pur di aver accesso al servizio e di guadagarsi le cure del personale in questione.
La KEC Hire Hokuriku si è trovata ben presto sommersa di richieste da parte di otaku “travestiti da disabili”, che si sono dimostrati ben disposti a pagare i 5700 yen (34 €) all’ora richiesti dal servizio pur di poter trascorrere un pò di tempo con una ragazza vestita da cameriera. In breve i veri disabili non sono stati più in grado di utilizzare i taxi speciali a causa dell’elevato numero di chiamate da parte di otaku ricevute dalla ditta, che ha dovuto interrompere il servizio.
Il presidente della KEC Hire Hokuriku, Keiji Endo, ha un figlio disabile e si è detto estremamente amareggiato dalla situazione venutasi a creare. Il signor Endo ha dichiarato: “Volevamo offire ai disabili un servizio di taxi da poter utilizzare in allegria, come se fossero su un go-kart al parco dei divertimenti. Esiste sempre una certa tendenza a sviluppare una relazione di dipendenza tra chi si occupa di un disabile ed il disabile stesso. Volevamo che i disabili potessero usare l’auto senza tanti problemi, ecco perchè abbiamo scelto delle cameriere”.

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