Giappone: cassonetto differenziato per il frutto del peccato

 

E’ affascinante come in Giappone si trovi sempre una soluzione pratica per ogni problema. A volte, come in questo caso, diventa addirittura una soluzione inquietante.
In tutto il mondo esistono madri che abbandonano i propri bambini, preferendo questa soluzione alla possibilità di sforzarsi per capire come funzionino i moderni sistemi anticoncezionali o di dare il pargolo in affidamento. Ovviamente il problema colpisce anche il paese del Sol Levante, dove c’è chi ha pensato ad un modo per evitare perlomeno ai poveri neonati indesiderati di essere esposti alle intemperie mentre rimangono in attesa di essere scoperti. Stiamo parlando proprio di quello che Elio un tempo chiamava il “cassonetto differenziato per il frutto del peccato” in una delle sue liriche più geniali.

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L’idea è partita dal cattolico Jikei Hospital, nel Giappone meridionale, dove è stata installata una piccola finestra che apre su un’incubatrice, nella quale le madri snaturate potranno abbandonare il loro piccolo e risparmiarsi rimorsi di coscienza. Una volta depositato un bambino all’interno del “cassonetto” un allarme avviserà lo staff dell’ospedale, che provvederà a recuperarlo e prendersene cura prima di darlo in adozione. L’iniziativa, a quanto pare ispirata a progetti molto simili in corso in Germania ed in Sud Africa, è stata accolta con entusiasmo dagli abitanti del luogo mentre il governo giapponese la ha condannata apertamente. Purtroppo (o per fortuna?) sono già tre i bambini lasciati nella controversa incubatrice da quando è stata installata, nel Maggio di quest’anno.

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