Baka RoboCup: il concorso per robot tonti

 

Mentre si avvicina anche quest’anno la famosa RoboCup, la competizione nella quale i partecipanti progettano e costruiscono calciatori robot dotati di intelligenze artificiali, si è da poco conclusa in giappone la parodia di quest’ultima: la Baka RoboCup.
Baka in giapponese significa “scemo”, ed è proprio attorno a questo semplice aggettivo che ruota l’intero significato della competizione: costruire un robot il più divertente e stupido possibile.

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Per qualificarsi nella competizione, gli aspiranti baka-robo devono soddisfare tre condizioni:
1) Devono essere di natura meccanica (devono avere parti in grado di muoversi)
2) Non devono essere utili a nessuno scopo pratico (devono essere il più inutili ed il meno pratici possibile)
3) Devono far ridere (con gag divertenti, caratteristiche simpatiche, sistemi che sorprendano o sbalordiscano il pubblico, etc…)

Insomma mai dei robot sono stati presi meno sul serio.
Organizzata dalla compagnia Yoshimoto Kogyo, il colosso giapponese dell’intrattenimento che ha messo in palio un Gran Premio di 500.000 ¥ (3.067 €) per il robot che strapperà la risata più fragorosa, lo scopo della Baka RoboCup è quello di mettere in discussione il concetto moderno di robot, spesso troppo legato ad un’immagine di rigore, freddezza e serietà.
Eccovi ad esempio uno dei più riusciti esemplari di robot tonto ed irritante proposti di recente: Push-kun, opera della Robot Force di Osaka, un incrocio tra un droide ed un cestino della pattumiera che è in grado di muoversi, raccogliere oggetti (e fin qui nulla di strano), raccontare barzellette e suonare la batteria su se stesso. [via Pink Tentacle]

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