Spesso si sente parlare di “gattare“, donne sole ed amanti degli animali che finiscono col “collezionare” gatti in cerca di casa. Non altrettanto spesso, però, il termine viene declinato al maschile.
La storia di Craig Grant inizia come molte altre storie: con un solo gatto. Quando il figlio del nostro eroe è andato via di casa ha lasciato a Craig Pepper, il gatto di famiglia. Pepper, però, non sarebbe rimasta da sola molto a lungo, visto che di lì a poco avrebbe dato alla luce cinque micetti. Craig, che fino a quel momento non era stato un grande amante degli animali, avrebbe fatto adottare i gattini quasi immediatamente, ma suo figlio ha insistito perché rimanessero almeno otto settimane con la madre.

A quel punto Craig aveva già iniziato ad affezionarsi alla sua nuova famiglia allargata, ma i vicini non erano altrettanto entusiasti all’idea di aver a che fare con così tanti felini. Quando il vicinato poco paziente è passato dalle lamentele alle pistole ad aria compressa, Craig ha dovuto prendere in mano la situazione: a 150 km dalla sua casa di Jacksonville c’era il posto perfetto per i suoi gatti e per molti altri ancora. Una fattoria di 30 acri nella natura incontaminata stava così per diventare Caboodle Ranch, il primo villaggio per gatti al mondo.

Lentamente altri gatti hanno cominciato ad occupare il ranch, e se nel 2003, quando Craig vi si è trasferito definitivamente, gli animali erano 11, adesso il villaggio conta 660 gatti.
Craig percorre oltre 400 chilometri al giorno per andare a lavoro e tornare, e paga di tasca sua tutte le spese del santuario. Secondo i suoi calcoli ogni gatto costa 550 $ all’anno senza contare le spese per il veterinario.
Al momento il villaggio è alla ricerca di volontari che aiutino Craig a prendersi cura dei suoi gatti, ma i mici in questione non sono adottabili: “La ragione per cui teniamo questi gatti al ranch è che non ci sono abbastanza case per loro” spiega Craig, “Qui i gatti hanno trovato una casa permanente e preferiamo che adottiate quelli che potrebbero fare una brutta fine nei canili”.

Se la storia di Craig, ormai un dedicato “gattaro“, vi ha fatto sorridere, potete fare donazioni al Caboodle Ranch e rimanere aggiornati sulle attività del santuario direttamente sul suo sito internet e su Facebook. [via The Presurfer]


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geraldine pelanti
22 settembre 2010 alle 20:43
Cat village is awsome .
From Crinkle and Sparky ( our 2 tabby cats )
MAURO MUNARI
15 aprile 2011 alle 12:48
Una bellissima iniziativa!