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Carta programmabile per l’origami robot che si piega da solo

 

Non tutti sono portati per le attività manuali: ci vuole una certa destrezza per fare all’uncinetto, per dedicarsi al modellismo navale o per piegare origami.
Se vi è sempre sfuggita l’essenza dell’arte di piegare la carta, da oggi la scienza vi viene in aiuto: che utilità ha imparare i passaggi per creare un airone o una farfalla, quando può preoccuparsene la carta intelligente?
Alcuni ricercatori avrebbero infatti creato delle lamine di materiale composito programmabile in grado di piegare se stesso a comando usando degli attuatori, dei sottili motori allo stato solido, inseriti al suo interno.
Gli attuatori in questiore si contraggono e si espandono quando ricevono stimoli elettrici dai circuiti intessuti nel materiale, e sollecitando quelli giusti è possibile usare questa strana lamina per piegare origami di ogni tipo, che verranno poi tenuti assieme dalla forza di minuscoli magneti posizionti sul bordo di ogni piega ai lati degli attuatori.
Le applicazioni per questo genere di tecnologia sono innumerevoli, ma per il momento ci basta restare a bocca aperta davanti all’immagine di un origami che si piega da solo. [via Slashdot]

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Giappone: il primo matrimonio celebrato da un robot

 

Non poteva succedere che in Giappone, il paese con la più alta densità di robot al mondo, ed ovviamente il luogo che qualsiasi forza aliena attaccherebbe per primo con armi robotiche: è stato celebrato pochi giorni fa a Tokyo il primo matrimonio con un robot-prete.
Protagonista del curioso rito è stato l’i-Fairy, un robot di solito utilizzato in musei e mostre per accogliere ed aiutare i visitatori. E’ bastato un nuovo software ed una ghirlanda di fiori sulla testa per fare del piccolo androide il protagonista della cerimonia.
La sposa, Satoko Inoue e lo sposo Tomohiro Shibata sono rispettivamente una dipendente ed un cliente della Kokoro, la compagnia che produce l’i-Fairy (ed a quanto pare anche alcuni robo-dinosauri). La cerimonia si è tenuta in un ristorante di Hibya Park, a Tokyo, di fronte ad una cinquantina di ospiti, mentre il robot veniva controllato a distanza da un tecnico, e dava istruzioni ai due sposi girando la testa ed agitando le braccia.

matrimonio robot

Il matrimonio, unico nel suo genere, è stato così voluto dagli sposi perchè sono stati proprio i robot la causa della loro unione, e la coppia ha quindi intenzione di dimostrare al mondo come sia facile inserirli in qualsiasi contesto della vita quotidiana.
“Ho sempre creduto che i robot sarebbero presto diventati parte della vita di tutti i giorni per noi esseri umani. Questo robot così carino è parte integrante della ditta per cui lavoro, e ho pensato che mi sarebbe davvero piaciuto averlo alla cerimonia“, ha spiegato la sposa.
La ditta, ovviamente, si è resa disponibile ad offrire l’i-Fairy, che si può acquistare per 6.300.000 ¥ (circa 53.000 €) a chiunque desiderasse celebrare il proprio matrimonio in maniera simile; e personalmente la trovo un’opzione ben più interessante del tradizionale matrimonio religioso in chiesa. [via The Presurfer]

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Compra un robot a tua immagine e somiglianza

 

Esistono decine di ragioni diverse per le quali si potrebbe desiderare una copia realistica e semovente di se stessi: avere qualcuno che può sostituirci alle riunioni di condominio, o che può sorridere con aria condiscendente ai pettegolezzi che vi propina la vostra fidanzata, ma anche offrire al vostro partner qualcuno che gli faccia compagnia quando siete lontani; o magari siete semplicemente dei narcisisti e vi piace l’idea di avere una copia di voi stessi in casa.
Qualsiasi sia la vostra motivazione, dall’inizio di Gennaio vi sarà possibile acquistare un androide a vostra immagine e somiglianza.
L’iniziativa è della ditta giapponese Kokoro, che costruirà su commissione robot umanoidi il più possibile somiglianti a chi li compra (o alla persona che gli acquirenti indicheranno): viso, corpo, occhi e capelli saranno modellati per essere esattamente come li desiderate, e l’androide sarà persino in grado di riprodurre le vostre espressioni facciali e di muovere la parte superiore del corpo. Anche la voce del robot sarà ricavata da campioni della voce dell’acquirente. Kokoro promette insomma un lavoro impeccabile.
L’androide vi costerà la bellezza di 20.100.000 ¥ (155.297 €), e per quel prezzo se fossi in voi chiederei che mi fosse recapitata una versione di me stessa un pò meno somigliante del dovuto, magari senza rughe, smagliature e peli superflui. [via BotJunkie]

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AIDA: che aspetto avranno le auto robot del futuro

 

E’ dai tempi di Supercar che desideriamo un’automobile robotica.
Per quanto calda e suadente sia la voce del nostro GPS, sappiamo ahimé che la tecnologia è ancora lontana dall’arrivare a produrre auto robotiche con le capacità esibite da KITT nello show televisivo.
Ma l’auto robotica del futuro potrebbe essere persino più espressiva e comunicativa del veicolo guidato da Michael Knight, e non si limiterebbe a comunicare con noi attraverso una voce preregistrata ed un set i LED luminosi: l’auto in questione avrebbe anche una faccia.
AIDA è un progetto sviluppato dai ricercatori del SENSEable City Lab del MIT in collaborazione con Audi, ed è forse il tentativo più concreto sino ad ora di creare un navigatore robotico commercializzabile integrato in un’autovettura.

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AIDA (Affective Intelligent Driving Agent) spunta dal cruscotto dell’auto nella quale è integrata e ci segue con il suo espressivo sguardo robotico mentre guidiamo: e nel frattempo calcolando per noi il percorso ottimale.
Niente più di un comunissimo TomTom? Sbagliato: AIDA è un navigatore intelligente, che impara a riconoscere le abitudini del guidatore e ad individuarne le destinazioni più frequenti. Combinando queste informazioni con dati in tempo reale sul traffico, il robot elabora il percorso ideale in ogni situazione.
Creata con una faccia per permettere al proprietario dell’auto di stabilire un legame affettivo di familiarità con il robot, AIDA controlla e coordina decine di sensori all’interno ed all’esterno dell’auto, diventando un tutt’uno con il veicolo.
Al momento tuttavia non si sta lavorando a componenti aggiuntivi che aiutino nella caccia ai criminali. [via Popular Science]

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La saliera che cammina

 

Questa non è certo la prima volta che vi parlo di oggetti inanimati che “prendono vita” e si spostano autonomamente: da Clocky, la sveglia che scappa via da chi preme il tasto snooze troppo spesso, fino al vaso-robot che si sposta seguendo il sole e permette alla pianta che contiene di ricevere la maggior quantità di luce possibile.
Bisogna ammettere, però, che la saliera che cammina ha un certo fascino a sè; sarà forse perchè potremmo assimilarla ad un minuscolo robot, oppure perchè ci fa pensare alle porcellane di mago Merlino nella Spada nella Roccia.
Ma come funziona questo curioso dispositivo? La saliera Pass the Salt (passami il sale) si muove su ruote a molla, e vi basterà caricarla per permetterle di andarsene in giro per un pò sul tavolo, e possibilmente finire tra le mani di chi ha bisogno del sale.
Il curioso gadget è in vendita a 11 $ (7,50 €), e farà la gioia di chi è tanto pigro che a tavola ha solo le energie per masticare. [via Technabob]

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Sharing

 

Sharing, in italiano “condividere”, è un corto realizzato da Kris Anka, uno studente al secondo anno della CalArts, prestigiosa scuola di animazione Californiana.
Il corto racconta le vicissitudini di un robot che, una volta perso il suo propulsore di volo, si troverà costretto a vedersela con un bambino disposto a condividere tutti i suoi giocattoli tranne uno. Ma in fondo anche i robot sanno adattarsi… [via Cartoon Brew]

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Reach

 

Reach è la meravigliosa e malinconica storia di un piccolo robot attaccato ad un cavo troppo corto. Realizzato in digitale dall’animatore australiano Luke Randall, questo cortometraggio animato riesce a fare una breccia anche nel cuore dei più duri. [via Drawn!]

На самом деле, я для себя не разделяю продвижение под Yandex и Google на отдельные составляющие (Сео оптимизация и продвижение), но нюансы и отличия есть и многие на них заостряют внимание: Как правило, при продвижении по конкурентному поисковому запросу в Яндексе следует иметь сразу несколько страниц сайта, которые бы отвечали на данный запрос, интернет реклама: Белые методы продвижения сайтов 6 февраля 2013 г

E se fossero gli uomini ad aiutare i robot?

 

Ricercatori e scienziati si stanno dedicando da anni alla costruzione di un robot in grado di aiutare l’uomo mentre lavora o mentre si occupa delle piccole mansioni quotidiane. Un giorno però la situazione potrebbe invertirsi: perchè, infatti, un essere umano non dovrebbe aiutare un robot in difficoltà?
E’ la domanda che si è posta la designer Kacie Kinzer, che ha svolto una piccola ed interessante ricerca sul comportamento degli esseri umani di fronte alla richiesta di aiuto di un robot, per la precisione la richiesta di aiuto del piccolo Tweenbot.

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La minuscola creatura meccanica costruita da miss Kinzer è in grado di muoversi solamente in linea retta, una caratteristica che rende particolarmente difficili gli spostamenti per Tweenbot; ma nel tentativo di ovviare a questo problema, il robottino è armato di una bandiera sulla quale è stampato a grandi lettere un messaggio di aiuto che si rivolge a passanti ed a sconosciuti, pregandoli di puntarlo verso la giusta direzione.
E così una creatura meccanica estremamente semplice come Tweenbot è stata in grado di attraversare Washington Square Park (qui potete dare un’occhiata al suo tragitto) in circa 42 minuti; il tutto grazie all’intervento di ben 29 persone diverse.
Va detto che, secondo l’umile parere della sottoscritta, a favorire l’impresa del robot è stato anche il suo aspetto indiscutibilmente innocuo ed adorabile.[via Laughing Squid]

Модуль позволяет выполнять полное управление каталогом продукции и его структурой topodin, но решил таки поучаствовать в этом конкурсе, если даже не выиграю, то получу отличный опыт