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Il costume a 8-bit

 

So bene che Carnevale non è dietro l’angolo, e mancano diversi mesi anche ad Halloween, ma la sottoscritta ha un debole per i costumi ed i travestimenti fuori dal comune, e già in passato non ha potuto esimersi dal mostrarvi piccole chicche come il costume da cadavere, quello da quadro Pop, quello da Shredder e persino quello da Game Boy. E’ con lo stesso entusiasmo che vi parlo oggi del meraviglioso costume ad 8-bit che vedete nelle immagini che accompagnano l’articolo.

costume 8-bit

Opera di Kiel Johnson e Klai Brown, il costume è stato creato per uno spot pubblicitario della Toshiba, ed è frutto di ore ed ore impiegate a ritagliare “pixel” (circa 4000, secondo le stime) da un pezzo di speciale polistirolo rigido.

costume 8-bit

Ogni singolo cubetto è stato poi incollato ad una elaborata struttura di cartone articolata che riproduce, a 8-bit, le sembianze di Gary, la cui versione in carne ed ossa sarà tra i protagonisi dello spot.
E’ stato rivelato che esistono anche altri personaggi in via di realizzazione, e la sottoscritta non vede l’ora di dare un’occhiata allo spot pubblicitario in questione. [via Boing Boing]

costume 8-bit

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Twilight interattivo ad 8-bit su YouTube

 

A volte icone amatissime della cultura popolare degli anni ottanta finiscono con l’essere utilizzate a sproposito. Mi dispiace, ma è il caso di dirlo: alla sottoscritta non sembra il caso di associare l’amore per lo stile 8-bit che contraddistingue chi è nato tre decadi fa con icone generazionali ben più recenti e probabilmente anche ben poco meritevoli. Insomma non me ne vogliano i fan di Twilight, ma qui mi sembra che si stia forzando la mano.

twilight-8-bit

Devo riconoscere, però, che questo è forse l’unico modo per rendere anche solo minimamente interessante agli occhi di molti giovani adulti l’opera di Stephanie Meyers: qualcuno ha pensato di trasformare Eclipse, il terzo capitolo della saga di Bella ed Edward, in una serie di video interattivi in stile 8-bit.
Non solo gli ormai famosissimi personaggi vengono trasformati in una manciata di pixel, ma allo spettatore viene anche offerta la possibilità di controllare Bella e di farle scegliere come agire tra una serie di opzioni disponibili alla fine di ogni filmato, ognuna delle quali rimanda ad un video diverso, proprio come se si trattasse di un libro game.
Per quanto alcuni di voi potrebbero essere incuriositi dalla possibilità di controllare la trama di Twilight, mi dispiace ma devo deludervi: non esistono opzioni che comportino l’autodistruzione dei personaggi.
Eccovi dunque l’inizio della soria. [via Geekologie]

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Sculture in pixel art: l’8-bit a tre dimensioni

 

Shawn Smith è uno scultore di Austin, nel Texas, che ha deciso di regalare una nuova dimensione al concetto di arte ad 8-bit. Se più di una volta, infatti, abbiamo visto usare lo stile “pixelato” dei vecchi videogame in contesti davvero insoliti, ed a volte addirittura artistici, è raro che a qualcosa che “nasce piatto” venga data una terza dimensione.

sculture in pixel art

Shawn Smith però non si limita a “togliere risoluzione” ad i suoi avvoltoi, ai suoi passeri, alle sue alci ed ai suoi cervi, ma regala loro un tocco di colore impressionista che rende le sue sculture non più statiche ma in movimento e vive.

Negli ultimi anni ho creato una serie di “ri-oggetti“. Queste bizzarre sculture che raffigurano animali ed elementi naturali pixelati. Per realizzarle cerco immagini online e creo rappresentazioni sculturali in tre dimensioni di quelle figure a due dimensioni. Costruisco i miei ri-oggetti pixel per pixel per capire quale pixel ha un ruolo cruciale nell’identità di una cosa. Attraverso il processo di pixelizzazione, il colore è distillato, alcune informazioni vengono perdute, e la forma viene resa più astratta. Rendendo tangibile l’intangibile, considero il mio processo costruttivo come un esperimento alchemico che usa un composito creato dall’uomo, assieme a materiali riciclati, per rappresentare forme naturali“.

Ed i risultati sono decisamente affascinanti. [via Neatorama]


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Ecco perchè le ragazze non sanno giocare ai videogiochi

 

E’ vero, c’è un certo videogioco nel quale per le donne è davvero difficile ottenere buoni risultati e di conseguenza guadagnarsi le adeguate ricompense. Lo ammetto: le ragazze non sono brave con i videogiochi; non quando i videogiochi sono come quello qui in basso.
Date un’occhiata al meraviglioso cortometraggio animato in pixel art creato da Stéphanie Mercier per capire di cosa stia parlando, e ditemi come se la caverebbero i maschietti in una situazione simile. Quanti punti riuscirebbe a fare un esponente del cosiddetto “sesso forte” senza tutti i bonus ed i power-up di cui gode solitamente? [via Laughing Squid]

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Come preparare una torta a forma di Super Mario

 

Più volte, qui su Noantri, vi ho parlato di torte strambe e interessanti. Che siano a tema o che abbiano un aspetto fuori dal comune, le torte di questo genere abbondano, e basta una breve ricerca su Google per scovare leccornie improbabili per tutti i gusti.
Ma vi siete mai chiesti quale sia il processo dietro alla preparazione dei dolci in questione? Come avrete immaginato, si tratta di una serie di operazioni lunghe e laboriose: occorre scolpire il pan di spagna, rendere stabile l’intera struttura, coprirla con la glassa e persino usare un pennello per rifinire i dettagli. Il tutto senza trascurare il sapore dell’opera.
Soggetto del piccolo capolavoro culinario qui in basso è Super Mario, e la torta è opera di Michelle Wibowo, talentuosa pasticcera britannica specializzata in torte artistiche.
Nel video potrete finalmente assistere alla preparazione di una torta d’autore. Ahimè, la testa pare essere realizzata in polistirolo, e l’autrice non fornisce dettagli a riguardo, ma tutto il resto sembra essere perfettamente commestibile. Non avete già l’acquolina in bocca? [via Technabob]

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Moby – Wait For Me

 

Il video qui in basso è opera di Maik Hempel, ed è tra i finalisti del breve concorso attraverso il quale il musicista Moby ha pensato di scegliere un videoclip per il primo singolo del suo nono album: Wait For Me.
Purtroppo il piccolo capolavoro ad 8-bit di Maik non ha vinto, ma è comunque da poco salito alla ribalta sul web grazie ad uno stile originale e sopra le righe, che solo raramente vediamo associato ai videoclip musicali.
Chiunque potrebbe identificarsi con il protagonista bidimensionale di questo video, e non sarebbe forse più facile affrontare la giornata se pensassimo a tutti i piccoli compiti ed alle noiose mansioni quotidiane come ai livelli di un videogioco? Ma il quadro che si trova ad affrontare il protagonista non è poi semplice come sembra: non basta schivare il cane del vicino, i ragazzini in skateboard e gli idranti rotti per vincere, ed a volte a toglierci l’ultima “vita” potrebbe essere proprio la nostra principessa. [via The Daily What]

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Cosa succede quando si vince un videogioco?

 

Quante volte, da piccoli, ci siamo chiesto cosa volesse dire quel “…e vissero per sempre felici e contenti” alla fine di ogni fiaba? Significava forse che i protagonisti della storia erano ora immortali, destinati a vivere nei secoli dei secoli in un perenne stato di grazia? Oppure principe e principessa finivano con l’invecchiare serenamente, governando assieme su di un regno prosperoso e su dei sudditi fedeli?
Se fin da bambini avevamo capito che c’era qualcosa che non quadrava in quei lieto fine un po’ vaghi, da adulti ci riesce sempre più difficile credere alle favole. Ma che dire dei videogiochi? Anche lì si parla di lieto fine, in fondo. Che ne è di Mario e Peach o di Link e Zelda quando finiamo la partita?
L’esilarante cortometraggio qui in basso, intitolato DAN the MAN e creato dallo Studio Joho di Brisbane, in Australia, prova a “sviluppare” il classico finale da fiaba dei vecchi giochi a 8-bit, spiegandoci che non è tutto oro quello che luccica, ed a volte una principessa è meglio perderla che trovarla. [via Cartoon Brew]

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Pac-Man: il trailer del film

 

Non lasciatevi trarre in inganno dal titolo dell’articolo: nessuno ha ancora girato un intero film dedicato al leggendario gioco Pac-Man. Esiste però un trailer che prova ad immaginare come sarebbe suddetto film.
Se pensate che un gioco colorato e lineare come Pac-Man ispirerebbe tutt’al più ispirare un lungometraggio, magari animato in 3D, dai toni allegri e scanzonati, vi sbagliate di grosso. Se vi fermate a pensarci per un momento, infatti, la vita di Pac-Man vi apparirà per quel che è: un incubo.
Molto più simile a Hostel che a Toy Story, il film racconterebbe le misteriose vicende di Michael Pacman, un dirigente farmaceutico intrappolato in un labirinto senza uscita, costretto a nutrirsi ingoiando strane pillole e perennemente in fuga da terribili spiriti maligni.
Opera della Therefore Production, il trailer è stato pubblicato lo scorso Primo di Aprile per fare uno scherzo ai più creduloni, ma pur non avendo un film alle spalle merita davvero di essere guardato. [via Geekologie]

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