Fedi forgiate come la katana di un samurai

 

In guerra ed in amore tutto è lecito, recita un vecchio proverbio. Ed in guerra ed in amore, a quanto pare, si possono usare le stesse armi.
La Mokume Gane è una tecnica per la lavorazione del metallo nata in Giappone a cavallo tra il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo, in un periodo in cui la katana, la tradizionale spada dei samurai, si stava trasformando da un semplice strumento di battaglia in un simbolo di ricchezza e potere. La quantità di decorazioni sulla spada divenne dunque proporzionale allo status sociale del suo proprietario, ed è in questo contesto che i fabbri giapponesi idearono nuove tecniche per forgiare le katana più pregiate.

mokume gane

La Mokume Gane è una tecnica che consente di deformare e plasmare strati diversi di lamine metalliche, conferendo ad ogni manufatto così realizzato una trama unica e decisamente originale.
La stessa tecnica consente oggi a James Binnion di usare la stessa laminatura a strati per creare anelli. Avete capito bene: è possibile acquistare anelli e fedi nuziali forgiati come si forgerebbe una katana.
Il sito di Binnion non offre un listino prezzi per i gioielli in questione, modelli unici disponibili in decine di stili differenti, ma vista l’ampia scelta di materiali e la possibilità di disegnare e personalizzare ogni anello, i prezzi vengono forniti solo dopo aver contattato la compagnia.
Che la relazione con la vostra dolce metà sia piuttosto burrascosa o che intendiate invece “combattere” l’uno al fianco dell’altro, direi che questo è l’anello che fa al caso vostro. [via Geekologie]

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Un pensiero su “Fedi forgiate come la katana di un samurai”

  1. Tecnicamente la laminazione di metalli diversi tra loro è un po diversa da realizzare (più complessa) dalla laminazione tipo damasco di diversi acciai, o ferro e acciaio, come nella lama della katana o di alcune spade occidentali, anche se l’effetto decorativo è esattamente basato sullo stesso principio.

    Perchè diversi metalli si saldino tra loro in quel modo è necessario che abbiano le proprietà adatte e siano tenuti nelle condizioni giuste, ovvero devono tendere a diffondere metallo fuso ai bordi prima del raggiungimento della temperatura di fusione completa (il che farebbe perdere la struttura desiderata del laminato), e non sviluppare ossidi (che hanno in genere temperature di fusione altissime) che lascerebbero pericolosi vuoti nella saldatura dei componenti. Inoltre, logicamente, devono mostrare queste proprietà in un range di temperatura e pressione compatibile per poter essere lavorati insieme, e devono avere un coefficiente di dilatazione termica non troppo diverso o la struttura accumulerebbe, al raffreddamento, pericolose tensioni non uniformi.
    In effetti, la moderna metallurgia è arrivata a comprendere e replicare con risultati costanti questo tipo di lavorazione solo da pochi decenni (i primi tentativi occidentali risalgono a più di un secolo fa!).

    Il mokume-gane propriamente detto veniva usato per la realizzazione di elementi decorativi in spade di pregio, come la tsuba (assimilabile alla guardia delle spade occidentali) o più raramente l’habaki (un supporto che stabilizza la connessione tra lama e il complesso dell’impugnatura).
    Essendo le (vere) katane progettate per essere regolarmente smontabili per manutenzione o per montare la lama su impugnature diverse a seconda dell’utilizzo, difficilmente una montatura con elementi in mokume-gane sarebbe finita su un campo di battaglia, a meno di appartenere a personaggi veramente di rilievo.

     

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